Registrato nell'isola di Buia Bula nel 2004
Mastering effettuato da Alessandro Di Guglielmo presso Elettroformati
Prodotto da Massimiliano Pani
Fotografie e copertina di Mauro Balletti
Trucco di Stefano Anselmo
La fotografia del "Grand Hotel Buia Buia" è di Alessandro Beccaria
La fotografia dell'elefantino è di Guido Alberto Rossi/Tips Italia
Arrangiamenti di Massimiliano Pani, tranne per "Fragile" e "Sei o non sei", arrangiate insieme a Nicolò Fragile, "20 parole" e "Dove sarai", arrangiate da Nicolò Fragile, "Quella briciola di più", arrangiata da Ugo Bongianni, "La fretta nel vestito", arrangiata da Tullio Pizzorno
Data di pubblicazione: 21 gennaio 2005.
Il disco doveva uscire nel 2004, ma tra luglio e agosto si sono aggiunte canzoni nuove; perciò, d'accordo con la
Sony, Mina e il suo staff hanno posticipato l'uscita del disco al gennaio 2005.
Autori: «A parte alcune eccezioni - ha dichiarato
Massimiliano Pani - gli autori che scrivono per mia madre sono poco noti. Una scelta dettata da diversi motivi. Innanzitutto c'è la voglia di dare spazio a nomi nuovi, poi ci sono altre ragioni contingenti. Con la crisi discografica sono aumentati gli autori, tutti artisti che prima erano cantautori e che ora, con la contrazione del mercato, si sono ritrovati a essere ottimi autori. Mandano il materiale perché sanno che sicuramente Mina ascolta tutto quello che riceve. Personalmente contatto molti artisti famosi ai quali chiedo di scrivere per Mina e tutti rispondono. Tra i brani che riceviamo, però, non ci sono mai cose talmente "forti" da superare le proposte degli autori meno noti. È normale che succeda:
Fossati,
Dalla,
Le Vibrazioni,
Silvestri,
Tiziano Ferro, le cose migliori se le tengono per loro. Lo fanno anche per vincoli contrattuali. Quello che danno agli altri sono brani "da album", non i singoli. Così, con tutto il rispetto, hai a disposizione cose migliori di altri».
Eccezioni«L'eccezione è Alex Britti. - continua
Massimiliano Pani - È un grande autore, anche se lo stimo pure come cantautore. Con
Se questa volta, a differenza di quanto ha fatto per l'altro disco, ha scritto espressamente per Mina, sapendo che solo lei avrebbe potuto interpretarla al meglio. L'altra eccezione è
La fin des vacances, il brano di
Boris Vian e
Henri Salvador. Abbiamo ragionato a lungo sull'idea di inserirlo in un disco d'inediti. Alla fine abbiamo pensato che i giovani non lo conoscono e sarebbe stato una buona occasione per farlo apprezzare. Un pezzo della strofa della canzone non è stata cantata perché altrimenti sarebbe diventata troppo lunga».
Curiosità: il disco si avvale della partecipazione di due ospiti d'eccezione. Si tratta dei due nipoti di nonna Mina: Axel, diciottenne liceale "senza alcun interesse per la musica", presta la sua voce ad una telefonata di sottofondo in "Portati via" e Edoardo, di appena sei mesi, "debutta" con una "risatina" nella ghost track che a sorpresa chiude il CD.
«Nel disco ci sono delle imperfezioni che sono state lasciate per "umanizzare" il tutto. E anche perché mia madre è ancora abituata a lavorare come una volta, quando l'errore era difficile da correggere e le ripetizioni erano limitate perché più costose. Ad esempio, in
Portati via si sente il "raspino": bastava fermarsi, schiarirsi la voce e ripetere, ma lei ha detto che andava bene così» ha dichiarato
Massimiliano Pani.
Numero canzoni: dodici + una ghost track (
Fever di J. Davenport - E. Cooley, che viene subito dopo la fine de "La fretta del vestito").
Riferimenti: Bula Bula è un'isola immaginaria a cui Mina si è riferita spesso nei suoi articoli:
Su
Liberal del 20 agosto 1998 (
Stéphanie, che era costei?, articolo Nr.26), riferendosi ai pettegolezzi sulle Case Reali:
[...] come ipotizzi tu, il popolo italiano è attirato dalle "vicende reali", vuol dire che io devo essere burundiana o dell'isola di Bula Bula. Perché, sai, a me proprio, non so come dire, non me ne frega assolutamente niente, ma niente niente. Non riesco ad appassionarmi alle vicende sessuali e maternali di Stéphanie e nemmeno alle abitudini di re, principini, duchesse e affini. [...] E adesso, dopo questo inutile sproloquio, forse addirittura uno sfogo, un tentativo di mettere in atto una piccola vendetta personale, devo proprio andare. La barchetta per l'isola di Bula Bula mi sta aspettando. E là non esistono fotografi, né giornali, né televisione.
Su
La Stampa del 16 novembre 2002 (
Il Principe dei sottaceti, articolo Nr.139), riferendosi alla famiglia Savoia:
[...] Quando si sarà finalmente rimesso in sesto, il re e la sua allegra famigliola rientreranno in patria in pompa magna. Il che si tradurrà immediatamente in una comparsata estenuante in "pompa media". I vari Vespa, Costanzo e Venier, con tutti i loro emuli, se li tireranno per la giacca in ogni trasmissione, e per un paio di mesi avremo il tubo catodico trasformato in "TeleSavoia". Va bene! Che lo facciano. Vorrà dire che ci rifugeremo nell'isola di Bula Bula.
Su
La Stampa del 10 gennaio 2004 (
Sbatti il gossip in prima pagina, articolo Nr.191), riferendosi ancora ai pettegolezzi:
[...] La nobilitazione delle espressioni più basse dell'intelligenza umana è una stratosferica tentazione, cui è difficile sottrarsi. Soprattutto se, come dice il principe di Gossipolandia, Roberto D?Agostino, "il pettegolezzo per noi italiani è un'abitudine alla quale non possiamo rinunciare". Sarà. Vorrà dire che io devo proprio essere dell'isola di Bula Bula, dove, come si sa, non esistono giornali, fotografi, tv. E dove alle brutture, alle schifezze, al pattume si riserva grandissimo disprezzo e pochissima comprensione. [...]
Su
La Stampa del 31 luglio 2004 (
L'arca di Noè senza il diluvio, articolo N.217), riferendosi al grave problema dell'estinzione di molte specie animali:
[...] Ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne contempli la tua filosofia?, diceva Amleto a Orazio. Ci sono più specie viventi, in natura, di quante riusciamo a classificarne. Che la natura faccia il suo corso. E se anche perdiamo le tracce della formica del Borneo, del mandrillo di Bula Bula o del vermetto di Abbiategrasso, pazienza.