A proposito dell'articolo "Mina e Ornella Vanoni a caccia di una canzone" - trafiletto a firma Aldo Dalla Vecchia a pag. 31 di Sorrisi e Canzoni, da oggi 14 luglio 2008 in edicola, non trovo niente che già non si sapesse.
Dalla Vecchia scrive che a inizio anni 80 Mina cercò Mia Martini per un duetto mai realizzato. Come pure fallì quello con Patty Pravo. Mina le propose un'operazione clamorosa: un disco dove la Strambelli avrebbe cantato i successi di Mina, e Mina quelli della Strambelli. Patty Pravo però non si fece mai trovare...
Sono cose note ed arcinote.
Da:
http://www.chezmimi.it/speciali_mina.asp
Nel 1981 si crea una prima opportunità, purtroppo sfumata, di una loro collaborazione. E’ la stessa Mimì a parlarne, molti anni dopo, al suo club ‘Chez Mimì’ : “Mina ha ascoltato il mio brano ‘Nanneò’, solo strumentale, e avrebbe voluto che si scrivesse un testo per potere realizzare un eventuale duetto. L’idea era originale, purtroppo io non ero molto convinta della produzione artistica affidata a Massimiliano Pani, così non si è fatto più nulla”.
Qualche mese dopo, Ivano Fossati scrive un pezzo ‘E non finisce mica il cielo’, in un primo momento pensa di affidarlo a Mina, che appare titubante ad inciderlo. Mimì se ne innamora, realizza un provino per pianoforte e voce, e lo stesso autore si rende conto che è più adatta a lei. Mia Martini lo presenta a Sanremo, vincendo il 1° Premio della Critica assegnato dai giornalisti, letteralmente conquistati dalla sua intensa interpretazione.
Nel 1982, Mina decide di andare, una sera, nello studio di registrazione di Carimate, dove si stanno ultimando le registrazioni del nuovo album di Mia Martini ‘Quante volte…ho contato le stelle’ con la produzione di Shel Shapiro. E’ sempre Mimì a raccontare: “Sono rimasta sorpresa del suo arrivo, ha ascoltato attentamente tutti i provini cantati da me ed è letteralmente impazzita per ‘Io appartengo a te’. Avendo davanti la più grande artista che abbiamo in Italia, e non solo, speravo che mi rivelasse qualche trucco del mestiere, invece niente, per lei andava tutto bene. In quella occasione mi sono anche permessa di dirle, amichevolmente, che avrebbe dovuto realizzare dei prodotti con autori e musicisti eccellenti, all’altezza della sua bravura. Sul momento ha incassato il colpo, il giorno dopo, ricordo, mi ha fatto pervenire un pacchetto contenente un coltellino d’argento con il messaggio ironico e divertente ‘tagliati la lingua’. Nello stesso periodo, le ho inviato un pezzo scritto da me, che è rimasto nel cassetto. Ha fatto bene a non inciderlo, si è dimostrata intelligente, perché si trattava di una cosa banale”.
Gli anni 80 trascorrono per queste due stelle del firmamento musicale in una sorta di limbo particolare.
Mia Martini si ritira, per via di grosse difficoltà create dalla nomea diffusa di portare jella. Un esilio forzato, senza realizzare dischi, e una serie di serate nei posti più impensati e sperduti con musicisti approssimativi, che la stessa Mimì non esita a definire ‘marchette’, per potere continuare a vivere.
Mina continua per sua scelta il suo ritiro dai riflettori e dai concerti, limitandosi ad una doppia uscita discografica annuale, con esiti commerciali alterni e qualche exploit come il duetto con Riccardo Cocciante in ‘Questione di feeling’.
Mimì riconferma la sua ammirazione per Mina in un ciclo di trasmissioni radiofoniche per Radio Montecarlo dal titolo ‘Radici’, annoverandola tra le sue compagne di viaggio preferite insieme a Gabriella Ferri e a Kate Bush.
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In più interviste, il riferimento a Mina, da parte di Mimì, è sovente : …”Credo che Mina ormai si diverte a cantare e a non prendersi troppo sul serio (…) è una istituzione come la Banca d’Italia(…) un tempo siamo state amiche e ci siamo frequentate, adesso preferisce trascorrere il suo tempo a fare la casalinga o a farsi le sue partite a carte (…) nei suoi ultimi concerti ha scelto due brani di Fossati perché ogni tanto ci vuole un po’ di ossigeno nel proprio repertorio (…) ho comprato il suo album ‘Caterpillar’ e c’ho impiegato un po’ di tempo, visto il lungo intro musicale, a capire che si trattava del brano ‘La casa del serpente’ di Ivano Fossati”.
E sulla possibilità di una collaborazione glissa in maniera ironica e divertita: “Lo faremo probabilmente quando saremo sdentate e mangeremo solo pappine (ride), siamo ormai grandicelle... so che tempo fa aveva proposto un duetto a Patty Pravo che non ha accettato dicendo: dovrei cantare con un fantasma? “
Maggio 1995: Mimì è ormai la grande assente della nostra musica
In un articolo scritto da Mauro Coruzzi/Platinette, viene data la conferma di questa futura collaborazione tra Mia e Mina , che si sarebbe realizzata nel ’96. ”Si erano già sentite, dichiara Massimiliano Pani, e mia madre aveva intenzione anche di darle un brano, scritto dagli Audio 2, adatto a lei, da presentare a Sanremo”.
http://www.chezmimi.it/speciali_mina.asp
Quanto al duetto con la Vanoni non so quanto sia attendibile il virgolettato "Non venderemmo una sola copia in più" attribuito a Mina circa la proposta fattale in passato più volte dalla Vanoni per lavorare in coppia, proponendole addirittura un intero album insieme.
Altri tempi, scrive Dalla Vecchia. D'accordo, ma non vedo proprio che cosa sia cambiato da quei vecchi tempi ad ora, se non che allora il mercato discografico era molto più florido di quanto lo sia orai, e oggi forse per vendere qualche copia in più le si studino tutte.