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Re: I giusti, i fessi - di Renato Brunetta (1 in linea) (1) Ospite
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Discussione: Re: I giusti, i fessi - di Renato Brunetta
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Paolo (Moderatore)
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L'uomo che non ritarda mai - di Mina
Inviato domenica 20 luglio 2008 08:23 (1 Mese fa)
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L'uomo che non ritarda mai - di Mina - La Stampa 20.07.08

«Quale brunetta?», chiese arrossendo il ragionier Giustini credendo si trattasse di una delle ragazze di cui parlavano spesso i suoi colleghi. Di solito si teneva lontano da questi discorsi pesantemente maschilisti, ma questa volta le facce degli altri impiegati esprimevano qualcosa di diverso. E, infatti, la storia era completamente differente. Gliela spiegarono. «Ma tu non li leggi i giornali?». Lui si schermiva e non voleva dire che conosceva benissimo la circolare firmata dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, secondo cui le amministrazioni dovranno inoltrare obbligatoriamente la richiesta di visita fiscale anche nel caso di assenza per un solo giorno. Un provvedimento che gli sembrava assolutamente superfluo. Il ragionier Giustini non aveva mai fatto un giorno di malattia e non era mai mancato al lavoro per alcun altro motivo. I suoi colleghi invece...

Per questo fingeva di non sapere. Perché il suo sguardo non denunciasse alcuna critica, alcun rimprovero. «Ognuno è padrone di fare come vuole». E gli venne alla mente quella volta che il ragionier Portoni si assentò dal lavoro con la scusa di una brutta bronchite e, invece, tutti i colleghi sapevano che se ne andò con una brasiliana per tre giorni a Gabicce Mare.

Comunque, tutto quello che portava ordine piaceva molto al ragionier Giustini. L’avrebbe, anche se forzatamente, avvicinato un pochino di più ai suoi «simili». Si discostò col pensiero da quel crocchio mugugnante. Le voci si allontanarono e gli venne in mente che una volta sì, una volta anche lui era mancato al lavoro. Ma solo per cinque minuti. La signorina Piovesan, la sua maestra delle elementari, stava male. Gli aveva scritto il parroco del paese che avrebbe voluto rivederlo perché era l’alunno più buono, rispettoso e attento che avesse mai avuto.

Il ragionier Giustini non poteva mancare a quel richiamo. Prese un treno alle sette di sera. Dovette cambiarne altri due, ma alla fine arrivò. Era tardissimo. Fece la strada che lo divideva dalla Casa di Ricovero ascoltando il rumore dei suoi passi che sbatteva contro le case che conosceva così bene. Fece in tempo ad abbracciare la maestra e a ricevere da lei in regalo il registro della quarta elementare, dove si vedeva che il primo della classe era lui. Tornò a casa stringendo al petto quel trofeo. Arrivò al lavoro, senza dormire, con cinque minuti di ritardo e con la barba lunga. Tutti i colleghi lo guardarono interrogativi mentre attraversava la grande sala delle scrivanie. E non capivano perché alzasse un quadernone scuro come se fosse la Coppa dei Campioni.


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Paolo (Moderatore)
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Re: I giusti, i fessi - di Renato Brunetta
Inviato mercoledì 23 luglio 2008 07:00 (4 Settimane fa)
Karma: 3  

I giusti, i fessi - di Renato Brunetta




Lettera al Direttore della Stampa


Caro Direttore,
Mina, nel suo articolo su La Stampa di domenica, ha impareggiabilmente evocato le persone a cui dedico il mio lavoro e alle quali non smetto di pensare mentre mi batto, secondo taluni in modo veemente, per far funzionare il settore pubblico. Ho in mente il ragionier Giustini, che in tutta la sua carriera s’è assentato solo cinque minuti. Ho in mente la sua maestra (la mia la ricordo ancora con devota commozione quando portava a mio padre i compiti per casa per il suo alunno ammalato...), che amava insegnare e conservava memoria di quel suo antico e bravo alunno.

Il ragionier Giustini, forse, passa per stupido. Gli altri, i «furbi», compreso quello che in falsa malattia se la spassa con la brasiliana, lo considerano certamente un «fesso». Invece è un giusto, e come tale merita d’essere premiato. La maestra godeva di rispetto, aveva uno status sociale di cui andava orgogliosa e che s’è perso. Sì, certo, perché la società corre, perché si considera troppo la ricchezza materiale, ma anche perché alcuni suoi colleghi odierni il rispetto proprio non lo meritano. Il ragionier Giustini e la sua maestra non si sono rassegnati ad essere uguali ai «furbi». Perché mai dovremmo farlo noi? Perché dovremmo rassegnarci a tollerare i privilegi dei peggiori, accontentandoci della loro mediocrità? Dobbiamo invece premiare il merito, l’impegno e l’onestà. A cominciare da noi stessi e dai dirigenti, naturalmente.

Grazie, Mina, per averci presentato queste persone. E’ per loro che non intendo arrendermi. Per me vale sempre l’impegno di Giacomo Brodolini: «Da una parte sola, dalla parte dei lavoratori!».

Ministro della Funzione Pubblica

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23.07.08
 
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