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Home Recensioni Busta a sorpresa (di Mario Basile)
Busta a sorpresa Del mio meglio (1971)
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1. Io vivrò senza te 2. Se stasera sono qui 3. Vedrai vedrai 4. Yesterday 5. La voce del silenzio 6. Io e te da soli 7. Vorrei che fosse amore 8. Un'ombra 9. Bugiardo e incosciente 10. Insieme 11. Quand'ero piccola 12. Non credere
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La concorrente del "Rischiatutto" aveva presentato come materia preferita la "musica leggera" e ad una delle domande, alla stesura delle quali collaborava anche Paolo Limiti, che recitava: "Qual è il titolo dell'ultimo album di Mina ?", rispondeva prontamente: "Del mio meglio". "Cacchio!", pensai, "E dire che avrei scommesso (io che mi ritenevo un esperto, ma che tanta strada dovevo ancora percorrere) che fosse Quando tu mi spiavi in cima ad un batticuore. Non sapevo neanch'io che dopo, questo splendido album, ne fosse già uscito un altro.
La conferma la ebbi qualche giorno dopo quando lo vidi sottobraccio a molti colleghi di Università, soprattutto della facoltà di Ingegneria. Lo volli osservare bene e da vicino. Era avvolto in una busta strepitosa, con una Mina che interpretava quattro vestiti. I primi tre, appartenenti ad uno lontano passato, erano favolosi. Uno splendido bianco e nero ci restituiva il sapore di varie epoche, nelle quali mi piaceva raffigurare Mina come Mistinguett, Lina Cavalieri o Anna Fougez, straordinarie artiste che, se non ricordo male, lei stessa aveva effettivamente rappresentato nella serie dei Caroselli della Birra. Mina poi era ritratta, nell'ultima foto interna della busta, vestita, come era ed è nel suo stile, con un semplice abito composto da blusa e pantaloni, che per quell'occasione erano bianchi anziché neri, come oggi. In copertina il suo volto era quello fotografato in un "Carosello" televisivo, che lei girava quel periodo, e ripreso in uno splendido primo piano, sempre in bianco e nero, che metteva in risalto un flessuoso collo di cigno.
Le canzoni del disco erano, effettivamente, il "meglio del meglio", con una Bugiardo e incosciente, che faceva da padrona e che si avviava ad essere riascoltata (o ascoltata per la prima volta) da tutti quelli che non avevano comprato il precedente disco che era intitolato con alcuni versi della stessa splendida canzone oppure non avevano ascoltato nemmeno il 45 giri omonimo. Ma Del mio meglio conteneva anche una facciata quasi interamente dal vivo, registrata presso l'Auditorio Massimo della Radio Svizzera Italiana per lo spettacolo Cabaret, nel quale Mina interpretò anche My way, che chissà se e quando ci verrà mai restituita, con tre perle inedite, che avevano, sì, qualche scompenso tecnico, ma che erano quanto di più vibrante e prezioso fosse mai stato cantato da Mina dal vivo. C'era una Yesterday strappata da dentro l'anima, in una versione da brivido, superiore, forse, persino rispetto a quella, indubbiamente bellissima, riproposta poi da Mina nel suo album dedicato interamente ai Beatles. C'era una Vedrai, vedrai rivestita di jazz e trasformata in estremo e commosso omaggio al grande Luigi Tenco, del quale Mina aveva già interpretato strepitosamente bene la sua postuma Se stasera sono qui e del quale avrebbe poi inciso, incisione che, però, noi aspettiamo ancora che venga pubblicata, la dolcissima Quando. Tenco rimane uno dei cantautori più grandi che l'Italia abbia mai avuto e meriterebbe certamente altri omaggi da parte di Mina, come quelli che la stessa ha fatto per un altro grande, Lucio Battisti, del quale in questo disco, oltre alla notissima e avvincente Insieme e alla straziante e suprema Io e te da soli, ha cantato quella favolosa canzone lanciata dapprima dai Rokes, capitanati da Shel Shapiro, e che la stessa Mina ha poi reinterpretato un'altra volta, in una versione mozzafiato, nell'altro album dal vivo intitolato Dalla Bussola. Mi riferisco alla sofferta e vibrante Io vivrò senza te, che Mina dimostra di sentire visceralmente e che infatti interpreta, anche in questa prima versione, in maniera sublime.
Bellissimo disco dunque Del mio meglio, sotto tutti i punti di vista. Mina in esso riassumeva i traguardi ottenuti e testimoniava di avere raggiunto nuove ed eccezionali capacità espressive, capacità che, comunque, sarebbero state superate, in maniera prodigiosa, negli anni successivi e che, forse, lo saranno ancora di più nei lavori futuri, che noi attendiamo trepidanti.
La serie "Del mio meglio" continuò ad uscire con cadenza biennale. Mi piace ricordare, nel secondo disco della collezione, la stupenda Eccomi, una delle poche canzoni di cui Mina, anche se non ufficialmente, ha scritto le parole e ... che parole ! È una di quelle canzoni che Mina sente visceralmente sua, una di quelle canzoni in cui c'è anche qualche riferimento autobiografico, una di quelle canzoni che appunto per questo ti scuotono l'anima. C'è disperazione, ma c'è anche speranza, racchiusa in quel grido di dolore rivolto a Dio. E' straordinaria come intensità e pathos espressivo. Semplicemente grandiosa !
"Del mio meglio" arrivò a collezionare altre sette uscite, bloccata solo dalla strepitosa compilation Oggi ti amo di più, attraverso dei dischi avvolti da copertine apribili incredibilmente belle ed originali. Peccato che la loro bellezza non possa essere colta osservando le misere buste degli attuali CD. È un vero peccato ! A tale proposito, vorrei, per il prossimo disco di inediti, fare una piccola proposta, che da parte mia vuole essere semplicemente un modesto suggerimento. Anche se esso sarà in formato digitale, non potrebbe essere racchiuso dentro una busta formato 30 x 30, che faccia da prezioso scrigno ? Penso che sarebbe un modo molto originale e bello di presentare un nuovo lavoro di Mina, cantante di ieri, di oggi e di domani. Sarebbe veramente un gradevole, sentito e doveroso omaggio del presente verso il passato, guardando però verso il futuro. In fondo, la busta del primo "Del mio meglio" non era anch'essa un lungimirante e commosso omaggio all'epoca del film muto? |
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