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Home > Recensioni > Com açucar, com afeto (di Mario Basile)

Com açucar, com afeto

Mina canta o Brasil (1970)
Recensione di Mario Basile
venerdì 03 marzo 2006
Track list 
1. Canto de ossanha
2. Com açucar, com afeto
3. Upa neguinho
4. Todas as mulheres do mundo
5. Que maravilha
6. A banda
7. Cançao latina
8. Tem mais samba
9. Sentado a beira do caminho
10. A praca
11. Nem vem que nao tem
Mina canta o BrasilVi è mai capitato di ascoltare per anni una canzone straniera senza capire il senso delle parole e cercarne di dedurre lo stesso significato attraverso la musica e l'interpretazione?
A me è capitato con una suggestiva canzone contenuta in quell'album di perle brasiliane che risponde, appunto, al titolo di Mina canta o Brasil.

Certamente non con una di quelle canzoni la cui versione italiana mi era già nota, come la suadente Tem mais samba oppure la tenera Que maravilha, la carnascialesca Upa neguinho o la struggente Sentado a beira do caminho (a proposito, Mina non ha, per caso, nel cassetto qualche altra stupenda canzone di Roberto Carlos da interpretare?), la frizzante A banda oppure la trascinante Canto de Ossanha, la maliziosa Nem vem que nao tem o la baraccona A praça.

Tra quelle inedite, delle quali era più facile immaginare il testo corrispettivo in italiano, molto belle mi sembrarono subito la sensuale e pigramente rallentata Todas as mulheres do mundo e l'intrigante e molto carioca Cancao latina.

La canzone che mi fece fantasticare sul testo, che per me aveva un significato misterioso ed arcano, fu invece l'elegantissima e strepitosa Com açucar, com afeto, presentata una volta dal grande Elio Gigante in uno di quei favolosi Pomeriggi con Mina come una di quelle splendide e non facili canzoni che solo Mina ha il coraggio e il gusto di inserire nei suoi album (l'album al quale si riferiva il compianto Gigante era comunque, per la precisione, Bugiardo più che mai... più incosciente che mai...).

Per anni ho pensato, tenendo conto anche del suo autore, Chico Buarque de Hollanda, capace di scrivere canzoni stupendamente impegnate come Que serà, che Com açucar, com afeto fosse una canzone dall'alto contenuto sociale. Mi sembrava infatti che descrivesse la vita di un operaio che si guadagnava da vivere, sacrificando la sua esistenza, vittima di un sistema sociale sbagliato.
Niente di tutto ciò.

Ho scoperto infatti, grazie al testo inviatomi dal gentilissimo Loris, molti anni dopo l'acquisto del disco, che essa era invece una soffice e deliziosa canzone d'amore, nella quale veniva descritto l'amore tenero e materno di una donna per il suo uomo, un po' leggero e farfallone, ma in fondo adorabile, proprio perché innamorato della vita.
Confesso che all'inizio rimasi un po' deluso. Quello che avevo immaginato potesse essere il profondo contenuto sociale della canzone andava in un attimo in frantumi. In seguito, invece, ho gustato e goduto Com açucar, com afeto proprio da quest'altra prospettiva, cioè come una canzone, con testo un po' simile a quello di Bugiardo e incosciente, ma con la leggerezza della saudade brasiliana tipica di uno scrittore come Jorge Amado: quasi un raccontino, che ricorda le vicende di Carlo ed Alice de "La settimana enigmistica", ma in chiave molto più romantica. Era bello poi pensare ad una donna che ama ed accetta teneramente il suo uomo così com'è, senza porsi problemi e senza farne un dramma. Questo testo era accompagnato poi da una melodia sinuosa e accattivante, tenera e maliziosa, raffinatamente varia ed architettonicamente complessa, che non mi stanco ancora di ascoltare.

Ho capito in questo modo che le interpretazioni di Mina hanno uno spessore molto intenso, sotto il quale si possono trovare vari e stratificati significati di una canzone. Nel caso di Com açucar, com afeto Mina lasciava trasparire, infatti, pur nella soffice maliziosità del testo, anche dei piccoli anfratti di lieve dramma nella vita della protagonista. Non mi rimaneva ormai che ammirare così tutta la sua ricchezza e grandezza di interprete, consistente appunto in questa sua specialissima ed eccezionale peculiarità.

Rimpiango solo che Bruno Lauzi non abbia avuto l'onore di vedere pubblicata la sua splendida versione in italiano del testo portoghese di questa canzone, come accadde, invece, per altre bellissime canzoni brasiliane come "L'appuntamento" e "Dettagli" scritte per la Vanoni.
Penso che vada contattato più spesso.

Riporto ora la traduzione italiana del delizioso testo, firmata Playboy, che non è altro che uno pseudonimo del sopraccitato, bravissimo e (molto) sottovalutato, Bruno Lauzi.

CON LO ZUCCHERO E L'AFFETTO
Con lo zucchero e l'affetto
feci il dolce prediletto
perché tu restassi a casa
ma, com'è,
con il tono più suadente
che tu sai che non mi incanta
dici che ora devi andare:

Tu sostieni che lavori
e che cerchi dei quattrini
per potermi mantenere
ma, com'è,
sulla strada dell'ufficio
trovi sempre un bar aperto
per poterti festeggiar;

Ed è là
che ti sento apostrofare
e cominci a litigare
discutendo di football,
per guardare poi le ragazze
che si mettono a passare
proprio lì davanti a te.

Viene notte e bevi ancora
sei allegro ma non troppo
ti vien voglia di cantare;
coi cerini dell'amico
stai battendo un samba antico,
che ti fa un po' sospirar.

Quando poi tutto è finito
come un bambino appena nato
vieni a piangere da me
come se
perché io non sia arrabbiata
basti dir che sei pentito
e che tutto cambierà.

E a vederti così stanco
malridotto e rattristato
come non sei stato mai,
sai com'è,
io comincio a raddolcirmi,
ho già voglia di baciarti
e ti stringo forte a me.


La versione originale della canzone era invece questa:

COM AÇUCAR, COM AFETO
Com açucar com afeto
fiz seu doce predileto
para você parar em casa
qual o quê com seu terno mais bonito
você sai, não acredito
quando diz que não se atrasa.

Você diz que é um operário
vai em busca do salário
para poder me sustentar
qual o quê no caminho da oficina
há um bar em cada esquina
para você comemorar.

Sei lá o quê! sei que alguém vai sentar junto
você vai puxar assunto discutindo futebol
e ficar olhando as saias de quem vive pelas praias
coloridas pelo sol.

Vem a noite, mais um copo
sei que alegre ma non troppo
você vai querer cantar
na caixinha um novo amigo
vai bater um samba antigo
pra você rememorar
Quando a noite enfim lhe cansa
você vem feito criança
para chorar o meu perdão
qual o quê diz para eu não ficar sentida
diz que vai mudar de vida
pra agradar meu coração.

E ao lhe ver assim cansado
maltrapilho e maltratado
ainda quis me aborrecer
qual o quê logo vou esquentar teu prato
dou um beijo em seu retrato
e abro os braços para você
Com açucar com afeto.
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