Vivere a Como Olio (1999)
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1. Grande amore 2. Dint' 'o viento 3. Come gocce 4. Canto largo 5. Non passa 6. Stay with me 7. Io voglio solo te 8. Lacreme e voce 9. Il meccanismo 10. E mi manchi
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Un mese prima che uscisse Olio commisi un peccato (spero veniale) che mai avrei pensato di commettere. Sapevo che Mina doveva interpretare la sigla di una soap-opera ambientata a Como e alla fine di marzo accesi con ansia il televisore sintonizzandomi su "Canale 5" sino a quando vi apparve la scritta "Vivere" e cominciai a sentire la voce aerea di Mina cantare a squarciagola «Va e va e va ...». Ero caduto nella trappola.
A giustificazione di ciò devo dire anche che l'ambientazione a Como mi affascinava notevolmente in quanto conobbi questa bella città in una dolce giornata di ottobre del 1973, quando, al locale Provveditorato agli Studi, accettai il mio primo incarico di insegnamento, rimanendo affascinato dalla bellezza del suo lago. Il mio incarico comunque fu solo virtuale perché stavo facendo il servizio militare e quando mi congedai avevo già ottenuto il mio incarico in Sicilia.
Seguii per un po' di tempo quella telenovela, anche perché speravo (invano!) che venisse inserita qualche canzone di Mina, la cui voce invece immediatamente scomparve anche dalla sigla. (Ormai invece, anche se un alluvione dovesse, finalmente, spazzare via la famiglia Gherardi & C., confesso che non me ne importerebbe nulla).
Nessuna preoccupazione comunque per la scomparsa della voce di Mina dalla sigla. Stava per uscire Olio, preceduto dall'esaltante singolo Grande amore, che sentii in anteprima in un video-clip televisivo. Quando uscì il CD rimasi molto colpito dalla bellissima copertina, sicuramente una delle più belle e geniali creazioni di Mauro Balletti, e da tutta l'accuratezza della confezione. Troppa accuratezza. Troppo lusso. Ebbi il sospetto che esso volesse mediare un contenuto non proprio esaltante. In effetti così è stato.
Olio contiene alcune perle come le due canzoni napoletane Dint' 'o viento, con versi bellissimi come «E te sonno 'nnammurato / cu 'e vestiti 'e chi vo' bbene / ca se mette sulo 'a sera pe' sunnà / ma dint' 'o viento se ne va ...»', che potrebbero ispirare a qualcuno un racconto bellissimo, e Lacreme e voce, che avrebbe meritato un arrangiamento migliore, un arrangiamento "unplugged" e con l'apporto di una vera orchestra d'archi. Peccato, perché queste canzoni sono degne di stare assieme ad alcuni classici della canzone napoletana.
Molto intrigante e particolare, ipnotica e suadente, è poi Come gocce. Stay with me inizia con una Mina delicata al massimo splendore interpretativo, ma poi si trasforma in una sorta di grand-guignol, eccedendo in tutto, anche nell'apporto istrionesco del "diablo" Piero Pelù. Questo inseguimento dei gusti dei giovani fatto in questo modo penso che a Mina non giovi sicuramente, forse perché invece i giovani da Mina si aspettano più classicità, tanto che, paradossalmente, il duetto Mina – Pelù è piaciuto di più ai più attempatelli.
Per il resto, Canto largo si salva solo per un buon apporto jazzistico e per una Mina strepitosamente brava che salva un'idea musicale inizialmente intrigante, ma che, successivamente, non fa altro che perdersi in una sorta di autoreferenzialità ad libitum.
Dell'ultima canzone E mi manchi mi sono piaciuti soprattutto i primi momenti, quando è solo la voce di Mina a dominare.
Per il resto, come scrissi a suo tempo al Mina Fans Club, Olio niente aggiungeva alla gloria di Mina. Scrissi anche che avrei atteso fiduciosamente un altro capolavoro come Napoli. Il mio desiderio sarebbe stato più che esaudito ai primi di ottobre del 2000. |