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Home Recensioni Bau (di Ottavio)
| Bau (2006)
Recensione di Ottaviosabato 09 dicembre 2006
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| Track list |
1. Mogol Battisti 2. Sull'Orient Express 3. Johnny scarpe gialle 4. Nessun altro mai 5. Alibi 6. Per poco che sia 7. The end 8. Un uomo che mi ama 9. L'amore viene e se ne va 10. Fai la tua vita 11. Inevitabile 12. Come te lo devo dire 13. Datemi della musica
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È arrivato il nuovo album della Signora delle canzone italiana per eccellenza. Mina Bau: o è un lavoro banale oppure la mia profonda ignoranza non mi permette di riconoscere un capolavoro. Ho immaginato, ascoltando per la prima volta Bau, di essere in un museo di arte moderna, e di restare a guardare un'opera da tutte le angolazioni, cercando di capirne il senso, cercando di capire l'arte dov'è. All'entrata del museo ho letto benissimo la scritta "Arte moderna". Benissimo. Guardo l'opera, ma un occhio si posa sullo sguardo di una persona a me vicina. Nella mia testa spuntano come fiorellini alcune domande "Ma a te piace?". Che faccio? Glielo chiedo? Magari questa è arte, ed io non riesco a capirla. Magari faccio anche una figura di niente se chiedo il senso dell'opera. Dietro di me, intanto, due uomini con barba, cravatta, giacca e libri in mano parlano di "avanguardia", di "nuove espressioni". Ed intanto, l'unica espressione che capisco, è la mia che vedo riflessa in un vetro. L'espressione di uno che sta cercando di capire!
Ho ascoltato l'album di Mina tre volte, e lo sto ascoltando anche adesso, sono su Sull'Orient express, una canzone che proprio non riesco a "farmela entrare" nel cuore e nella testa. Forse perché non riuscirò mai a cantarla, forse perché non riuscirò mai ad impararla, forse perché non riuscirò mai a capirla. Comunque, siamo pari, perché Mogol Battisti mi piace abbastanza. È orecchiabile, è carina, è un brano ruffiano. Molti dicono che il resto del disco è superiore a questo brano scelto come singolo. In realtà, trovo intelligente la decisione. Trovo azzeccato pure l'arrangiamento da "brano da facile presa sulla massa".
Per poco che sia è una canzone che fa il suo dovere. Cantata magistralmente, in alcuni punti è da pelle d'oca, tenera, dolce. In effetti, la voce di Mina è il punto forte del disco. La mia carissima amica Piera Pasotto dice sempre che Mina ha l'orchestra in gola. Ecco, questo disco ne è una prova. Mina canta, si arrangia da sola, fa sua ogni parola, e fa anche da orchestra. Mina potrebbe anche cantare solo con l'accompagnamento di un pianoforte come ha fatto in passato, tanto gli altri strumenti lei ce li ha nell'ugola. Da chiarire: dico questo, non sminuendo il lavoro degli ottimi musicisti che hanno lavorato a quest'album.
Un'altra canzone da ascoltare è The end. Potrebbe b benissimo essere la sigla di chiusura di un programma di Renzo Arbore. Mina va su con la voce, Mina si diverte a "cantare come vuole", Mina canta dal vivo, Mina canta con grinta. Comunque non tutti i brani sono all'altezza dell'artista. C'è a chi non convince l'arrangiamento, c'è a chi non convincono i cori, a me non convincono proprio le canzoni. Non tutte certo, oltre alle già citate, bellissima è anche Datemi della musica. Inevitabile era da evitare!
Il finale del "film" è da applausi, ma alcune scene della pellicola, potevano anche essere tagliate. La voce di Mina è meravigliosa. Cioè, non si mordono la lingua coloro che dicono che Mina è la cantante più grande della musica leggera italiana. Mina, come è giusto, fa la cantante. E qui fa sentire la sua esperienza. Conosce la sua voce, sa come sedersi su alcune note, e come invece stuzzicarne altre.
Comunque, quest'album è diverso dagli ultimi di inediti. Forse, qualcuno non se lo aspettava. Forse molti, aspettavano il seguito di Bula Bula, ma chi conosce Mina, sa che non ama ripetersi, anche se qualcuno sospetta che lei lo faccia involontariamente. No, non è vero.
La coppia Mingardi - Tirelli a volte funziona ed a volte no. Comunque, penso che hanno svolto il lavoro per quelle che sono le loro capacità. E sono stati bravi a cucire una serie di pezzi da far cantare a Mina. Ma a volte immagino una Mina alle prese con testi inediti di Battiato, di Mogol e Gianni Bella (che a Celentano hanno regalato dei brani straordinari), e di tantissimi altri valenti giovani, che conservano il sogno di ascoltare dalla Voce di Mina, un loro brano.
Non darei un voto all'album, perché Bau è come un libro con tredici capitoli, ognuno è diverso dall'altro, quindi dovrei prendere ogni brano e mettergli sopra il voto. Diciamo che nel complesso, apprezzo Mina perché riesce comunque sempre a stupire, mostra sempre di avere coraggio, mostra sempre il desiderio di cantare qualcosa che non abbia già cantato, o almeno, che non ha cantato allo stesso modo. È un nuovo lavoro di Mina e si aggiunge ad un centinaio di album che hanno scritto pagine indimenticabili della canzone italiana. Inoltre, se l'accoglienza per questo nuovo lavoro, è stata tiepida, un motivo ci sarà... |
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