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Ed anche oggi il rito si è ripetuto

Todavìa (2007)
Recensione di Amante di valore
sabato 22 settembre 2007
Track list 
1. Grande amor
2. Vuela por mi vida
3. Un año de amor
4. Llévate ahora
5. Cuestión de feeling
6. Corazón felino
7. Uvas maduras
8. Valsinha
9. Nieve
10. Agua y sal
11. No sé si eres tú
12. Parole parole
13. Sin piedad
14. ¿Cómo estás?
TodavìaIl rito si ripete. Si ripete da decenni sempre accompagnato dallo stesso entusiasmo. L'immutata venerazione. Quella resta. Quella nessun può cancellarla: neanche Mina. Solo quando è uscito Bula Bula ho avuto il privilegio di farmi trovare dietro la porta del negozio di buon mattino. Il rito si ripete. Si ripete da decenni sempre accompagnato dallo stesso entusiasmo. L'immutata venerazione. Quella resta. Quella nessun può cancellarla: neanche Mina. Solo quando è uscito Bula Bula ho avuto il privilegio di farmi trovare dietro la porta del negozio di buon mattino. Il rito si ripete. Si ripete da decenni sempre accompagnato dallo stesso entusiasmo. L'immutata venerazione. Quella resta. Quella nessun può cancellarla: neanche Mina. Solo quando è uscito Bula Bula ho avuto il privilegio di farmi trovare dietro la porta del negozio di buon mattino. Per le altre pubbliche e solenni uscite, sono arrivato nel pomeriggio. Ricordo quando è uscito Sconcerto, avevo raggiunto il negozio mezzo collassato: erano le 19.25 e alle 19.30 chiudeva. Avevo improrogabili impegni di lavoro. Anche per l'uscita di Bau le cose non sono andate al meglio. Oggi solo un personaggio pirandelliano, come me, poteva impersonare certi ruoli. Di buon mattino, non appena raggiunta la stazione, ho comprato La Stampa. poi corro verso i distribuitori di giornaletti gratis. "In città" non riporta neanche il solito dispaccio d'agenzia. Idem "City". "Metro" solo un trafiletto. "Leggo" ha, invece, un richiamo nella prima pagina ed in alto ed un buon servizio, con tanto di foto di copertina, all'interno. Accaparro tutte le copie che potevo mettere in borsa (successivamente ritaglio gli articoli e li invio agli amici collezionisti).

Raggiunta la scuola. I quotidiani erano ancora in bidelleria. Al che, mi sono precipitato per sollecitare la consegna. Apro per prima "La Repubblica". Mi si congela lo sguardo vedendo il trafiletto del tipo "Metro". Poi strappo il "Corriere" dalle mani del mio collega (che mi bolla con un "pazzo minomane") e mi gratifico con l'articolo di Fegiz. Non esaltante. Non come quello della Venegoni, ma neanche stroncante come fa di solito. Ormai mi restava solo attendere il rientro e la corsa al negozio. Non è finita. Non appena raggiunta la stazione, noto che alcune copie di "Leggo" erano nei cestini. Senza alcun pudore, eroicamente ho recuperato le altre sacre iconcine. A casa, credo aver pranzato. Il mio chiodo fisso aveva un solo nome: Todavía.

Intuendo che all'ora di pranzo non avrei trovato il mio fido Roberto (negoziante di dischi e conoscitore fino in fondo della mia "devozione"), sono partito di casa alle 13.45 circa. Raggiunto il negozio alle porte della Città, mi precipito verso il bancone dove Roberto armeggia sempre. Non lo vedo. Lo cerco e con un occhio scruto a 360° dove possa essere stato posizionato il cartonato. Non lo vedo. Temo che, qualche solerte ammiratore, lo abbia già sequestrato. Fremo. Roberto non c'è. Mi si dice che arriverà intorno alle 15.00. Corro al reparto novità per verificare se la Sacra Icona sia stata messa lì. E' lì! E' in primo piano. Mi gratifico guardando la custodia del CD. Era messo sotto chiave. Nervoso e teso, entro nel supermercato accanto tentando di distrarmi fino alle 15.00. Compro un po' di tutto e niente che potesse servirmi. Arrivo alla cassa, pago e me ne vado. La cassiera mi chiama per dirmi che avevo lasciato il sacchetto con la spesa lì.

Torno al mio punto di partenza. Apprendo che Roberto è ammalato e si assenterà per un mese. Chiedo dei sostituti. Tutti assenti. penso ad una morìa. Nessuna aviaria. Erano in riunione sindacale. Ma vado alla cassa, camminando con il passo di colui che qui vi lascia centinaia di euro, e mostro tra le mie mani la sacra reliquia di Todavía, il DVD "Liberamente Mia" di Mimì e il DVD "Tacchi a spillo" di Almodovar dicendo che avevo tra le mani 50 euro di prodotti (ne pagherò 47 per l'esattezza) e che avevo già contrattato - tirando tutte le mie arti adulatorie dalla borsetta - Roberto. Volevo il cartonato. La signorina ha preso appunti e mi ha licenziato rassicurandomi che se c'era, era mio. Non contento, fuggo verso la macchina per recarmi altrove. Nella fuga, sbaglio direzione: esco dalla parte opposta del centro Commerciale. Emano un acuto di disperazione. Dovevo infatti raggiungere un altro Centro Commerciale in cui Roberto ha un altro punto vendita: una quindicina di km alla parte opposta della Città. Sono arrivo stremato dalla rabbia, dopo aver rischiato di passare con il rosso e sbattere contro qualcuno visto che il malefico cagnetto continuava a mordicchiarmi. Il Todavía intanto fremeva dentro la borsina per essere ascoltato. Non appena entro nel negozio, ho sventolato lo scontrino ed ho rivendicato il cartonato per via di un "contratto" stipulato con Roberto. Il negozio era semideserto. Tutti all'assemblea sindacale. Povero me! Impongo di prendere nota del mio cognome. Ho mostrato tutte le mie credenziali e me ne sono andato.

Appena raggiunta la dimora, trovo l'altra bestia che mi occupava il luogo di culto: il lettore DVD. Dopo qualche acuto intimidatorio e MINAccioso, si libera il campo. Dopo essermi promesso di non danneggiare la copertina per la forte tensione, ho usato le stesse delicatezze che usa un amante quando accarezza la propria amata. Apro la copertina, questa volta in un formato elegante in cui si teme di lasciare le impronte sopra, e la richiudo immediatamente. Ringrazio Dio che l'esterno non presenta la Divinità deformata come nell'interno.
I soliti scherzi di pessimo gusto. Amen.

Prelevo delicatamente il disco e lo inserisco nel lettore. Come in questo momento. Ma anche come i momenti che vanno dalle 16.30 in poi (chi riuscirà a staccarsene fino all'esaurimento?). Parte con Grande amor (Grande amore). Perdo ogni pudore e mi metto ad urlare insieme a Lei. Stupenda. Ed è così che nella prima casella della pagella inserisco con il tasto del compiacimento: 10.

Vuela por mi vida (Volami nel cuore) - Un altro compiaciutissimo 10. Comincio a sentirmi un po' "fanatico". Ma quando attacca Diego "El Cigala" la prima reazione è quella del rigetto. Stavo per saltare la traccia. Ma ad un tratto, mi accorgo che non era proprio come credessi.

Un año de amor (Un anno d'amore) non è la stessa che avevo più volte sentito cantare da Mina. Mi richiamava quella di Yvanna Rossi in "Mina ... che cosa sei!?!. Altri dicevano sui quotidiani che si rifaceva a quella di "Tacchi a spillo". Finisce la canzone ed io sono rimasto in stato di semi incoscienza. Mi ha scioccato. Bellissima per la musica, l'arrangiamento e soprattutto per le due interpretazioni: l'una complementare all'altra. Supremamente 10.

Llevate ahora (Portati via) - Non può che essere giudicata con l'eccellenza di un 10 visto che il giudizio resta immutato rispetto a quello di due anni fa. Cuestión di feeling (Questione di feeling) - troppo sacra la versione con Riccardo Cocciante per accettare questa con quel prodotto dell'industria discografica. Salvo solo Lei.

Corazón felino (Brivido felino) - Non me la ricordavo già nell'album con Celentano. Non mi aveva incantato allora ed anche ora mi lascia indifferente. Anzi mi fa rimpiangere Celentano.

Uvas maduras (Succhiando l'uva) - resta immutato il mio giudizio di allora: 10. Mina da sola è sempre suprema.

Valsinha è quella che aspettavo di più. Pezzo che conoscevo nell'interpretazione della Patty e di Mimì, ma che non amavo particolarmente. Nella versione di Mina & Chico Buarque mi sembra un'altra canzone. Infatti somiglia a Poster di Claudio Baglioni e della stessa Mina. È bella comunque e le do 10.

Nieve (Neve) - Confermo il mio 10.

Andiamo ad Agua y sal (Acqua e sale) - con Miguel Bosè. Non sono mai stato un ammiratore del figlio di Lucia. Non ho ancora comprato "Papito" e i video su You tube, passati dagli amici, non lasciavano cogliere tutte le sfumature. Avevo glissato quando era uscito il pezzo. Mi sono ricreduto ed ho persino rivalutato Miguel. Ma il mio voto si attesta intorno al 7.

No sé si eres tú (Sei o non sei tu) - Non può che riottenere la mia conferma con 10.

Parole parole. Non si prende un inno nazionale per affidarlo al capitano di una squadra solo perché dell'inter. Bocciata senza appello.

Avendo già letto il testo di Sin piedad, passato dall'efficientissimo Paolo, era il brano che aspettavo più di tutti. Brano che non mi ha deluso. Lo ascolto appositamente in questo momento. Parte bene. Diventa sempre più drammatico fino a farmi venire, questa sì, un "brivido". Ma qui c'è la classe di un Serrat e non il bambolotto delle hit parade o il calciatore che, per quanto bravo, non avrà mai il fascino seducente dell'indimenticabile Alberto Lupo. Sin piedad supremamente 10.

¿Cómo estás? (Come stai?) - Altro pezzo della Mina solista che si aggiudica il suo meritato 10.

Cosa mi resta ora da fare? Farmi una copia del disco per evitare che si rovini a furia di metterlo avanti ed indietro. Facevo così anche ai tempi del caro vecchio vinile che mi registravo su audiocassetta.
Et pour finir: "Grazie"! Grazie perché sai regalarci emozioni, sai metterti in discussione, sai farci mettere in discussione, ci fai discutere di te cosa che non accordiamo a nessun altro e nessun'altra. Tu l'unica. Tu la suprema. Tu "Over 50" perché non ti fermerai l'anno prossimo, ma andrai oltre i 50 anni di gloriosa carriera che dovrà essere infinita.
"Grazie" dal tuo Amante di valore.
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