IL MATTINO |
| Data di uscita: giovedì 20 settembre 2007 |
Data di pubblicazione: giovedì 20 settembre 2007 |
L'ALBUM «TODAVÍA»
Mina sull'orlo di una crisi di routine
I duetti con Ferro e Bosè, le perle con Buarque e Serrat
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1. Grande amor 2. Vuela por mi vida 3. Un año de amor 4. Llévate ahora 5. Cuestión de feeling 6. Corazón felino 7. Uvas maduras 8. Valsinha 9. Nieve 10. Agua y sal 11. No sé si eres tú 12. Parole parole 13. Sin piedad 14. ¿Cómo estás?
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In America latina, dove esiste un rapporto viscerale con la musica, meno filtrato dalle leggi dello showbusiness, Mina è da tempo una primadonna. Ma negli ultimi anni nei paesi di lingua ispanica il culto verso Nostra signora della canzone s’è andato intensificando, come ricordano le colonne sonore dei film di Almodovar, o il musical mimimalista «Mina... che cosa sei?!» di Valeria Ambrosio ed Elena Roger, passato anche dall’Italia l’anno scorso - a Napoli fu scelto per riaprire il Delle Palme alle proposte teatrali - dopo tre anni di repliche a Buenos Aires.
Un fermento a cui Mina risponde con l’album Todavìa, viaggio nella sua produzione recente, o quasi, magnificamente ricantata - e c’era da dubitarne? - ma sull’orlo di una crisi di routine. Le discese ardite e le risalite (ascoltatela mentre urla «dia» in Vuela por mi vida che in Italia era Volami nel cuore o miagola in No se si eres tu/Sei o non sei) della suprema ugola di Annamaria Mazzini deliziano l’ascoltatore, ma la scelta del canzoniere non proprio: i brani più vicini a noi (Grande amore/Grande amor, Brivido felino/Corazòn felino e Succhiando l’uva/Uva madura per fare un esempio) non reggono il paragone con gli hit più antichi (come Un anno d’amore/Un año d’amor, che diventa un flamenco col duende di Diego «el Cicala») e ancor più con i due inediti (per lei) che sono le vere perle del disco: Valsiñha di Vinicius divisa con l’autore delle musiche Chico Buarque de Hollanda, autore brasiliano caro a Mina dai tempi di La banda, e Sin piedad, anche qui duettata con l’autore Joan Manuel Serrat, altra griffe nota ai cultori della Divina dal 1969 («Bugiardo e incosciente»). Tiziano Ferro è fuori parte in «Cuestìon de feeling», il capitano dell’Inter Xavier Zanetti un buffo sostituto di Alberto Lupo in «Parole parole», Miguel Bosè più adatto e almodovariano in «Agua y sal». La Mina disegnata da Balletti che si specchia cambiando colore degli occhi nella copertina del disco riflette in una nuova lingua - da lei peraltro frequentatissima: almeno un centinaio i titoli da lei incisi in spagnolo - il suo percorso recente: l’idioma cambia, ma i limiti restano, come il suo (in)canto libero. |