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| Data di uscita: martedì 25 dicembre 2007 |
Data di pubblicazione: martedì 25 dicembre 2007 |
Un'insolita Mina in spagnolo rilegge bene i propri brani: è Todavia
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| Track list |
1. Grande amor 2. Vuela por mi vida 3. Un año de amor 4. Llévate ahora 5. Cuestión de feeling 6. Corazón felino 7. Uvas maduras 8. Valsinha 9. Nieve 10. Agua y sal 11. No sé si eres tú 12. Parole parole 13. Sin piedad 14. ¿Cómo estás?
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Diciamo la verità: chi se lo sarebbe aspettato un cd in cui Mina ricantava alcune delle sue canzoni in lingua spagnola? Eppure c'è poco da stupirsi: la tigre di Cremona va forte nel mercato latino, e questo album si rivolge proprio a quel settore. Sotto un certo punto di vista, si può dire che Todavía sia, per l'Italia, un disco "di importazione", perché è stato realizzato principalmente per fare breccia nel cuore dei fans ispanici di Mina. Un po' la stessa cosa che avvenne con Laura Pausini all'epoca di "From the inside", pensato per le charts statunitensi. Ciò comporta che, ad un orecchio nostrano, tale lavoro suoni quantomeno bizzarro, che se da un lato è una cosa che non stupisce più di tanto conoscendo l'estro della cantante lombarda, dall'altro rischia di confinare il progetto - comunque di buona fattura - nel limbo delle idee troppo "alternative" e particolari per poter essere apprezzate da un pubblico di massa. Anche nella presentazione pubblicitaria delle possibili strenne natalizie, Todavía è stato snobbato, e questo, a ben vedere, è un peccato. La produzione del cd, sia a livello di sonorità che a livello di arrangiamenti, è buona; non è sempre eccezionale la scelta dei pezzi, che ruotano per lo più attorno agli ultimi 15 anni di carriera di Mina, con la conseguente esclusione forzata di alcune gemme degli anni '60 e '70. Ciò, ad ogni modo, non impedisce al cd di volare alto nel recupero di Un anno d'amore, qui in duetto con Diego "El Cigala", o nei tesori rispolverati di Sin piedad con Joan Manuel Serrat e Valsinha con Chico Buarque. Non mancano alcune canzoni che Mina reinterpreta da sola: Succhiando l'uva, scritta per lei da Zucchero qualche anno fa, che diventa Uvas maduras; Nieve (Neve), una delle sue prime collaborazioni con gli Audio2; Vuela por mi vida (Volami nel cuore), e via dicendo. Da un punto di vista commerciale, sicuramente i motivi di attrazione per il pubblico - e che hanno fatto molto parlare di Todavía - sono rappresentati dai duetti con personaggi popolari come Tiziano Ferro, Miguel Bosè e Javier Zanetti. Se il souldier di Latina e l'ex Super-Superman risultano adattarsi bene rispettivamente a Questione di feeling e Acqua e sale, non altrettanto avviene per il calciatore argentino: il capitano dell'Inter, infatti, si limita a prendere il posto di Alberto Lupo in Parole parole, il che vuol dire che tutto fa tranne che cantare (e sicuramente Zanetti non può dirsi un attore). È chiaro che la sua presenza, senza infamia e senza lode, sia servita solo perché c'era bisogno di un nome di richiamo per il Sudamerica, altrimenti in quel ruolo poteva essere coinvolto anche il sottoscritto. Sempre per quanto concerne i nomi di richiamo, lo stesso discorso può essere fatto per Ferro e Bosè, che nel mondo latino sono celebri, ma che a differenza di Zanetti qui se la cavano molto bene: Tiziano ha il difficile compito di rimpiazzare Riccardo Cocciante, mentre Miguel deve sostituire Adriano Celentano. Entrambe le prove sono buone, e confermano la vocazione ai duetti dei due vocalist, che stavolta si sono messi - non senza emozione - al servizio di una Signora della musica italiana. |